Memorie di una Geisha Memoirs of a geisha
#1
Inviato 06 October 2007 - 09:41 PM
Voi cosa ne pensate?
#2
Inviato 07 October 2007 - 07:12 AM
#4
Inviato 07 October 2007 - 10:47 AM
Slevin, su 7 Oct 2007, 8:40, dicono:
La colonna sonora è in linea con il film.Reputo che sia abbastanza buona.
La colonna sonora non la ricordo per nulla, ne deduco che non mi colpì particolarmente
Questo film non è male però si capisce sin dall'inizio che è "occidentalizzato" del resto pare fosse questa la volontà degli autori. Curiosa anche la decisione di affidare la parte delle geishe giapponesi ad attrici cinesi, ma questo poi non vuol dire niente anche perchè le interpretazioni sono state straordinarie. Da Gong Li a Zhang Ziyi passando ad un fantastico Watanabe. Ottimo cast.
#5
Inviato 07 October 2007 - 11:14 AM
pennyblack, su 7 Oct 2007, 11:47, dicono:
Si effettivamente è una scelta alquanto strana, ma credo sia dovuta oltre che al talento anche alla fama che esse hanno nell'Occidente.
#7
Inviato 08 October 2007 - 07:01 AM
Il film si riduce ad una parata di star orientali, cinesi, e si vede anche ai nostri occhi, non so come l'abbiano presa in giappone. Il tutto si incentra nel meccanismo della guerra fra donne, che fa passare in secondo piano il mistero di quella che da noi passa per una semplice prostituta.
Bello nella confezione, Gong Li irriconoscibile e ancora più bella, secondo me un'occasione persa, ma il film è¨ godibile
#8
Inviato 08 October 2007 - 11:20 AM
tiresia, su 8 Oct 2007, 8:01, dicono:
Non sono totalmente d'accordo.Trovo che in alcune sequenze ci sia la voglia di voler fare un'analisi lucida sulla figura alquanto misteriosa della geisha.Soprattutto in alcuni dialoghi si evince ciò.Ovviamente non sempre si raggiunge l'obiettivo prefissato però lo sforzo (forse minimo) c'è.Merito questo del libro.
#9
Inviato 08 October 2007 - 12:55 PM
La geisha più famosa che ho avuto la ventura di conoscere è morta a Tokyo nel 1996: aveva centodue
anni e ancora esercitava la sua antica professione, due o tre volte la settimana suonava il shamisen,
il liuto a tre corde, in qualche ristorante esclusivo. A cantare non ce la faceva più perchèla sua voce si era
abbassata in un roco sussurro, però era ancora spiritosa, lanciava frizzi, battute a doppio senso, e si concedeva
qualche bicchierino di sakè, se i clienti proprio insistevano.
Il suo nome d’arte era Asaji, il suo vero nome Haru Kato. Quando compì cento anni diede alle
stampe le sue memorie, per niente piccanti, niente pettegolezzi su nomi famosi del mondo politico e industriale
giapponese, soltanto qualche scarna annotazione tipo: all’epoca in cui il Giappone era in guerra,
spesso mi è capitato di intrattenere il Primo Ministro Hideki Tojo (giustiziato nel 1948 come criminale
di guerra). In seguito ho versato sakè al signor Honda e cantato per lui».
A Asaji i medici avevano proibito, negli ultimi anni, di bere sakè, ma lei ha continuato a sorseggiarlo con i
suoi clienti perchè, come ha scritto, «dovere di una geisha è sorseggiare il vino con gli ospiti che intrattiene per
la serata e mai invece deve mangiare, a meno che uno degli ospiti non la costringa porgendole dei bocconcini
con le sue bacchette». Imboccare una vecchia signora? Imboccare una nonna? Eppure Asaji era onorata
come un tesoro nazionale vivente, incarnava quella che per i giapponesi è una sacra istituzione, unica
della loro cultura. Ti senti spesso domandare: ma voi ce le avete le geishe? No, grazie, vien fatto di rispondere.
E non soltanto a me che sono donna ma anche agli uomini occidentali. «Per un maschio adulto occidentale
non c’è cosa più tediosa di una cena con geishe» scriveva nel 1893 un diplomatico tedesco. E di recente
il sociologo inglese David Bennet ha notato che «E’¨ estremamente difficile capire per un occidentale, come
il fatto che il sasso vinca la forbice o sia vinto dalla carta, susciti tanta ilarità nei giapponesi». Eppure si divertono,
eccome, a giocare alla morra cinese o a intagliare figurine di origami, o a fare tanti giochini di società
con donne la cui compagnia costa dai duecento ai cinquecento euro all’ora.
Sono stata invitata anch’io una volta, a Tokyo, a una cena con geishe, sommo onore. Ne avevo una tutta per
me che continuava versarmi sakè¨in un bicchiere grande come un ditale e voleva a tutti i costi insegnarmi a fare
dei pupazzetti di carta, così mi sembrava di essere all’asilo d’infanzia. La cosa più spinta che mi ha proposto
è stato il bacio dei cerini: si accendono assieme due cerini, uno maschio e l’altro femmina (il cerino
diventa femmina raschiando via con l’unghia la cera che avvolge la carta che si apre poi a ruota, come un
manto o una gonna) e i due simulacri si consumano nel loro breve amplesso. Che ridere, bambini miei. Tuttavia
sembra che agli uomini giapponesi piacciano molto questi scherzetti innocui, questi giochini di società
che facevano da piccoli con le loro zie e cuginette, intrisi di un vago erotismo pre-adolescenziale.
Le geishe sono maestre nell’arte di far regredire i loro onorevoli ospiti allo stadio infantile, recitando filastrocche
e poesiole, e gli uomini sono felici di essere trattati come bambinoni. Come mai? Una spiegazione
c’è bisogna rifarsi a un concetto che spiega la personalità tipica giapponese, un concetto unico che
in giapponese si chiama amae e che noi fatichiamo a comprendere e a tradurre. Si tratta di un atteggiamento
infantile di totale dipendenza e abbandono, un sentimento dolce derivante dal piacere che si prova a essere
coccolati e perdonati, qualsiasi cosa si faccia o si dica. Nell’età adulta non ce lo si può più permettere, a
meno che non si ceni con una geisha, una professionista nell’arte di far regredire un uomo a quello stadio felice
della vita in cui tutto è permesso. Tutto tranne il sesso, ovviamente: quello è permesso quando si diventa
grandi e le geishe non sono mica lì per quello. Per il sesso, ovviamente, ci sono altre professioniste. Un
amico giapponese con il quale discutevo di amae,che può anche essere inteso come una sorta di amore passivo,
mi ha detto: «Forse anche voi sapete cosa sia amae ma non ne avete fatto un punto focale della vostra cultura,
noi invece sì. E una volta cresciuti cerchiamo di ricreare quella meravigliosa condizione di libertà che la
nostra cultura ci concede soltanto nella prima infanzia.
La verità è che nell’infanzia a voi occidentali vengono posti dei limiti, dei divieti, a noi no. Ma voi, diventando
adulti, passate dal regno della costrizione a quello della libertà, noi invece da quello della libertà a
quello della costrizione».
Così in qualche modo loro, i giapponesi, devono rifarsi, riconquistare appena possibile il paradiso perduto.
Bevendo, per esempio, perchè in Giappone gli ubriachi sono considerati come bambini, non conoscono
vergogna, bisogna rabbonirli, vezzeggiarli, non punirli. Sbornie nostalgiche, dolci, con pianti e canti
sommessi, sono spesso la conclusione di una dura giornata di lavoro del sararimen, l’ impiegato giapponese
che confida nell’indulgenza delle mama-san, le proprietarie dei bar che li capiscono, si comportano
proprio come mamme. Oppure ci si concede una cena con geishe ma è un lusso riservato solo ai potenti,
politici, industriali e altri vip. Dal canto loro le geishe, le poche rimaste, «anziane signore vestite all’antica e
un pò buffe» come le ha definite un teen-ager di Tokyo, ovviamente continuano a fare innocenti giochetti e ci
trovano il loro tornaconto. Finchè dura.
#10
Inviato 08 October 2007 - 01:04 PM
Messaggio modificato da Slevin il 08 October 2007 - 01:04 PM
#11
Inviato 08 October 2007 - 01:14 PM
E per la nostra cultura la geisha è l'opposto che per un giapponese, ossia una donna dipendente e completamente a disposizione, soprattutto come corpo, diciamo una risposta alla "guerra dei sessi" che viviamo negli ultimi 60 anni, in cui si la donna si emancipa dalla tutela dell'uomo.
#12
Inviato 07 December 2007 - 12:50 PM
Sta proprio qui il punto.. questo film non è solo un "documentario" sulla vita delle Geishe, ma è sopratutto il racconto di una tormentata ma stupenda storia d'amore.
Sono molto curiosa di leggere il libro.
#13
Inviato 28 January 2008 - 10:26 AM
#14
Inviato 28 January 2008 - 10:38 AM
Siouxsie, su 28 Jan 2008, 10:26, dicono:
Già, dopo aver letto il film il libro sembra un riassuntino frettoloso ed anche un po' sconnesso!Senza contare che la parte finale andava approfondita meglio nel film!
#15
Inviato 05 June 2009 - 09:49 PM
#16
Inviato 05 June 2009 - 09:52 PM

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