Forum Cinema Smeraldo: Il Sorpasso - Forum Cinema Smeraldo

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Il Sorpasso di Dino Risi (1962) Vota discussione: ****- 2 Voti

#1 Utente offline   Jerome 

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Inviato 16 June 2008 - 04:04 PM

Immagine inserita

Regia: Dino Risi
Soggetto: Dino Risi, Ettore Scola
Sceneggiatura: Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero Maccari
Interpreti e personaggi:
* Vittorio Gassman: Bruno Cortona
* Catherine Spaak: Lilly Cortona, figlia di Bruno
* Jean-Louis Trintignant: Roberto Mariani
* Luciana Angiolillo: Gianna, moglie di Bruno
* Claudio Gora: Bibi, il fidanzato di Lilly
* Luigi Zerbinati: il commendatore
Fotografia: Alfio Contini
Montaggio: Maurizio Lucidi
Effetti speciali: Aurelio Pennacchia
Musiche: Riz Ortolani
(Fonte: Wikipedia)

Un classico con un grande Vittorio Gassman ed una buona panoramica di grazie femminili per una bella metà del film. Bello, il finale decisamente spiazzante eppure geniale. Non mi vengono mole parole per descrivere questo film, ma mi è piaciuto!

Messaggio modificato da Jerome il 16 June 2008 - 04:10 PM

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#2 Utente offline   masetto 

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Inviato 03 February 2009 - 12:06 PM

Film molto bello, a parte il finale che mi pare appiccicato lì tanto per chiudere la vicenda con un colpo di scena. Il personaggio di Gassman era già stato descritto molto bene e giudicato (negativamente) durante il film. Per me era meglio se finiva con loro due che si separavano sotto la casa del ragazzo, dov'era cominciato tutto. Anche perchè non vediamo nessuna "presa di coscienza" nel protagonista: non appare distrutto dall'incidente.
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#3 Utente offline   sangfroid 

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Inviato 03 February 2009 - 02:11 PM

Mi pare sterile dare finali alternativi. E mi pare limitante dire che il protagonista dovesse essere "distrutto": non e' cosi' semplice il tema trattato da essere liquidato in maniera banale con una presa di posizione netta, che sarebbe come dire cos'e' bene e cos'e' male, roba che sono film mediocri fanno, non questo capolavoro. Uno dei film piu' belli mai visti.
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#4 Utente offline   masetto 

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Inviato 03 February 2009 - 09:23 PM

Visualizza messaggiosangfroid, su 3 Feb 2009, 14:11, dicono:

Mi pare sterile dare finali alternativi.

Non vedo cosa ci sia di "sterile" nel dire che avrei preferito un altro finale.

Visualizza messaggiosangfroid, su 3 Feb 2009, 14:11, dicono:

E mi pare limitante dire che il protagonista dovesse essere "distrutto"

Intendo dire che se lo scopo di Risi era mostraci che tragedie può causare chi si comporta in maniera irresponsabile come il protagonista, il fatto che l'incidente sembri non averlo sconvolto può lasciarci credere che lui non cambierà affatto, che continuerà a comportarsi così senza avere rimorsi e magari continuerà a divertirsi spensieratamente (anche se ora ha un morto sulla coscienza). Questo indebolisce non poco lo sguardo polemico cui il regista l'ha sottoposto fin là; non c'è una condanna di questa sua indifferenza.
E poi l'idea è troppo didascalica: far vedere che chi guida in maniera spericolata finisce inevitabilmente con l'amazzare qualcuno è troppo scontato. Sembra una pubblicità-progresso; da un film che fino a lì è davvero ottimo, mi sarei aspettato una conclusione più originale.

Messaggio modificato da masetto il 03 February 2009 - 09:48 PM

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#5 Utente offline   Sgubonius 

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Inviato 04 February 2009 - 01:59 AM

Beh credo che ci sia l'opposizione di due stili di vita, insomma a ridurlo così allora anche La Coscienza di Zeno è una storiella!
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#6 Utente offline   sangfroid 

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Inviato 04 February 2009 - 09:06 AM

Visualizza messaggiomasetto, su 3 Feb 2009, 21:23, dicono:

Non vedo cosa ci sia di "sterile" nel dire che avrei preferito un altro finale.


Intendo dire che se lo scopo di Risi era mostraci che tragedie può causare chi si comporta in maniera irresponsabile come il protagonista, il fatto che l'incidente sembri non averlo sconvolto può lasciarci credere che lui non cambierà affatto, che continuerà a comportarsi così senza avere rimorsi e magari continuerà a divertirsi spensieratamente (anche se ora ha un morto sulla coscienza). Questo indebolisce non poco lo sguardo polemico cui il regista l'ha sottoposto fin là; non c'è una condanna di questa sua indifferenza.
E poi l'idea è troppo didascalica: far vedere che chi guida in maniera spericolata finisce inevitabilmente con l'amazzare qualcuno è troppo scontato. Sembra una pubblicità-progresso; da un film che fino a lì è davvero ottimo, mi sarei aspettato una conclusione più originale.


Fammi capire: prima dici che vorresti che Risi avesse messo piu' in evidenza un rapporto bene-male evidentemente didascalico, dal quale si dovrebbe evincere che Bruno Cortona deve sembrare completamente "curato", poi dici che l'idea e' troppo didascalica.

E' chiaramente come dice Sgubonius: c'e' un'opposizione, sarebbe da film di Hollywood dire tout-court "quello ha sbagliato a comportarsi cosi', cambiera'": la mente umana e' un po' piu' interessante e complicata di un discorso del genere.
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#7 Utente offline   tiresia 

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Inviato 04 February 2009 - 06:54 PM

direi che neanche lontanamente Risi voleva dire che "chi guida in maniera spericolata finisce inevitabilmente con l'amazzare qualcuno ".
E' il ritratto di una generazione, di un tipo d'uomo, di un modo di affrontare la vita accostata per contrasto a un modo di viversi completamente diverso proprio nel momento in cui l'italia cambiava e tutto quel correre è tutto lì: la fascinazione, l'ipnosi collettiva, la fame di vita, la goliardia, l'infantilismo. Il finale è perfetto, per Bruno non c'è nemesi alcuna, il caso è molto più cinico
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#8 Utente offline   Gasba 

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Inviato 04 February 2009 - 10:35 PM

Il film dovrei rivederlo, è lì che mi aspetta, ma ricordo con piacere la scena dell'incidente, dove in mezzo a vari frigoriferi vi è il cadavere di un uomo: un'immagine forte (in una commedia) che colpisce in maniera geniale, ridicolizza la vita umana e innalza la commercializzazione di tutto, una scena che sta alla base di tutta la commedia all'italiana degli anni '60.
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#9 Utente offline   masetto 

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Inviato 05 February 2009 - 10:20 PM

Visualizza messaggiotiresia, su 4 Feb 2009, 18:54, dicono:

direi che neanche lontanamente Risi voleva dire che "chi guida in maniera spericolata finisce inevitabilmente con l'amazzare
qualcuno ".

Forse mi sono spiegato male. Risi non vuol dire solo questo naturalmente, ma credo proprio voglia dire anche questo. Vediamo Bruno compiere due tre sorpassi su curve cieche, in una strada trafficata: dire spericolato è ancora poco, è un comportamento al limite della follia. Mi pare evidente che Risi condanna questo comportamento come diversi altri di Bruno nel corso del film.

Visualizza messaggiosangfroid, su 4 Feb 2009, 9:06, dicono:

Fammi capire: prima dici che vorresti che Risi avesse messo piu' in evidenza un rapporto bene-male evidentemente didascalico, dal quale si dovrebbe evincere che Bruno Cortona deve sembrare completamente "curato", poi dici che l'idea e' troppo didascalica.

E' chiaramente come dice Sgubonius: c'e' un'opposizione, sarebbe da film di Hollywood dire tout-court "quello ha sbagliato a comportarsi cosi', cambiera'": la mente umana e' un po' piu' nteressante e complicata di un discorso del genere.

Io ho inteso dire due cose, ben distinte secondo me:
a) rispetto a quanto il film ha mostrato fin lì, al fine approfondimento psicologico dei personaggi, alla corrosiva critica cui Risi ha sottoposto Bruno, concludere con un'idea così scontata (guidi in quella maniera? Allora avrai un incidente) mi pare una caduta di stile, un esempio di facile "didascalismo";
b) secondo me l'incidente (che piaccia o no come idea) fa parte dello sguardo critico cui Risi sottopone Bruno lungo tutto il film, della sua "demolizione dall'interno" di un modo di vivere irresponsabile e cialtrone. Ora, la mancata "partecipazione" di Bruno alla tragedia che ha causato (non tradisce nessuna emozione quando gli chiedono chi era il ragazzo) è il culmine del suo cinismo e può far pensare che non avrà nessun rimorso, che continuerà ad essere quello di prima. In tal modo il suo cinismo può sembrare una scappatoia, uno potrebbe persino prenderlo a modello, perchè appare che se sei indifferente verso gli altri non soffri. Questo indebolisce la critica a quel modo d'essere. Chiaro che nella realtà esistono persone così egoiste ed insensibili, ma se Risi voleva "condannare" proprio questo tipo di persone non avrebbe dovuto mostrarci un cinico che forse, alla fin fine, se la caverà e sarà quello di prima. Così finisce per essere cinico anche Risi, secondo me!

In realtà non sono l'unico a non aver gradito il finale. "Non pochi hanno lamentato il cambio di rotta mostrato all'epilogo" dice il Farinotti, e Paolo Mereghetti: "Il finale tragico suona come una morale appiccicata".

Messaggio modificato da masetto il 05 February 2009 - 10:23 PM

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#10 Utente offline   Sgubonius 

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Inviato 06 February 2009 - 08:44 PM

Beh no comment sui dizionari, comunque senza il finale non sarebbe un film geniale.
Cioè tutta la commedia all'italiana è quasi nata da questo, dall'agrodolce, dal contrasto, lo squallore che emerge dalle fessure di una società in pieno boom e ottimismo...
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#11 Utente offline   Gasba 

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Inviato 07 February 2009 - 02:12 PM

Visualizza messaggioSgubonius, su 6 Feb 2009, 20:44, dicono:

Beh no comment sui dizionari, comunque senza il finale non sarebbe un film geniale.
Cioè tutta la commedia all'italiana è quasi nata da questo, dall'agrodolce, dal contrasto, lo squallore che emerge dalle fessure di una società in pieno boom e ottimismo...
Bhe...Esatto...
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#12 Utente offline   dani79 

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Inviato 06 June 2009 - 06:10 PM

Da tanti anni (sicuramente troppi), non rivedevo questo film di Risi, probabilmente il suo migliore (ma è anche vero che tanti me ne mancano).
Un road movie di un’immediatezza incredibile (fin dalla prima scena si entra nel vivo), caratterizzato da una sceneggiatura brillante (scritta con Scola), ricca di battute riuscite, momenti spiazzanti (come il finale che arriva come una scheggia impazzita che lascia impietriti e pensierosi) che ne fanno una commedia fuori dal comune e per questo ancora più apprezzabile.
Film che descrive l’Italia che fu, sfruttando la contrapposizione tra le due personalità dei protagonisti, tanti distanti l’uno dall’altro, per caratteri, modi di fare e concepire la vita.
Grandioso Gassman, mattatore assoluto.
Un film che ogni cinefilo che si rispetti, dovrebbe vedere … ma adesso per qualche giorno se sento un clacson per strada divento matto!
:tongue:
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#13 Utente offline   maldoror 

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Inviato 06 June 2009 - 06:20 PM

Beh, secondo me più che descrivere l'Italia che fu, descrive quello che l'Italia stava diventando: il personaggio di Gassman infatti rappresenta l'Italia rozza, cafona e consumista prodotta dal boom economico, che rimpiazza, "sorpassa" appunto, l'Italia borghesotta e seriosa rappresentata invece dal personaggio di Trintignant. L'incidente e la battuta finale di Gassman alludono proprio a questo "passaggio di consegne". A questo proposito non so perchè, ma mi viene in mente la polemica che Moretti ebbe tempo fa con Monicelli, in merito al fatto se la commedia all'italiana abbia costituito effettivamente un'analisi lucida della società italiana, o se invece sia stata soltanto luoghi comuni, superficialità e macchiette (come sosteneva Moretti).
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#14 Utente offline   Sgubonius 

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Inviato 06 June 2009 - 07:48 PM

Io ci avevo anche sempre visto un sacco di meandri esistenziali, ma probabilmente sono fissato.
Comunque è decisamente un film unico, fatto nel momento storico perfetto, con l'unico attore che poteva farlo veramente.
Certo che Moretti potrebbe farsi un po' più i fatti suoi! :unsure:
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