Forum Cinema Smeraldo: Gomorra - Forum Cinema Smeraldo

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Gomorra di Matteo Garrone - ITA 2008 - Vota Discussione: ****- 6 Voti

#1 L   dani79 Icona

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Inviato 25 April 2008 - 06:32 PM

Immagine Postata
Regia : Matteo Garrone.
Cast : Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Giorgio Morra, Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster.
Genere : Drammatico.
Durata : 135 minuti.
Produzione : Italia 2008.
Distribuzione : 01 Distribution.

Trama
"Tratto dall'omonimo bestseller di Roberto Saviano, il film è un ritratto della camorra e della criminalità contemporanea nella città di Napoli. Un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra che si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che sotto le forme più svariate, pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi, arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sottoforma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente "sversate" nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde, dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi, che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere, ma testimoniano utopie farneticanti."

Fonte : www.mymovies.it

Ho appena visto il trailer e mi ha fatto una buona impressione.
Il film esce nelle nostre sale il 16 maggio, spero possa avere successo e prima ancora che sia all'altezza delle aspettative.
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#2 L   johnny b. good Icona

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Inviato 26 April 2008 - 11:18 AM

appena letto il post di dani mi sono domandato se fosse possibile trarre un buon film da un libro simile...
sono corso a vedere il trailer, e il dubbio mi è rimasto: secondo me sarà un film ottimo, o in alternativa uno pessimo; difficilmente pronosticherei una via di mezzo....

cmq non conosco il regista, non ho ancora visto nessun suo film....
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#3 L   dani79 Icona

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Inviato 26 April 2008 - 11:21 AM

Beh mi fa ben sperare che il regista non sia uno tipo Renzo Martinelli che ha rovinato tanti soggetti importanti, ma deve avere dei santi (potenti) in Paradiso.
Garrone dubito sputtanerà un'opera così importante, avendo un concetto di cinema che cerca di non fermarsi ad analisi superficiali dei fatti.
Non ci resta che sperare e poi il 16 maggio (data di uscita) si avvicina!
:biggrin:
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#4 L   Eterno Icona

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Inviato 27 April 2008 - 07:09 PM

a me il libro è piaciuto, ma come dice johnny b. good anche io ho i miei dubbi sul fatto che si possa farne un buon film

in ogni caso, chi vivrà, vedrà
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#5 L   Stanley 86 Icona

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Inviato 15 May 2008 - 12:19 AM

i dubbi ci sn è normale.
ho visto il trailer, è come me l'aspettavo...
nn resta che vederlo venerdi 16

poi tengo molto a questo film, così come al libro, io vivo in questa merda (passatemi il termine)
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#6 L   Sebastian bull's eye Icona

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Inviato 15 May 2008 - 11:13 AM

Esce domani, bene.
Vale il discorso per il Divo: grande regista ma qui sotto c'è anche una grande storia. Forse forse il nostro povero e mediocre cinema chiude l'annata coi fuochi d'artificio. Speriamo bene
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#7 L   Stanley 86 Icona

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Inviato 15 May 2008 - 01:52 PM

sn riuscito ad avere due biglietti gratis, olèè
domani lo vedrò di sicuro
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#8 L   dani79 Icona

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Inviato 15 May 2008 - 06:29 PM

Ho già prenotato i posti per vederlo domani sera in prima serata.
Spero davvero di cuore sia bello e possa riscuotere il successo che in tal caso meriterebbe.
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#9 L   Jerome Icona

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Inviato 16 May 2008 - 06:21 PM

Mah...non sono ancora sicuro di sapere cosa dire, perchè sono poco convinto.
Devo dire che Garrone è un regista molto bravo, non ho mai sentito il suo nome prima che si cominciasse a sentir parlare di Gomorra, ma da oggi in poi lo terrò in gran conto. Gli attori son tutti bravi (miracolo), Servillo fa sempre la solita faccia ormai, ha trovato il ruolo che gli sta bene e ciao ciao, per il resto tutto ok. In sostanza più che denunciare il film sembra che racconti giornate di ordinaria schifezza della camorra campana (non solo Napoli insomma), e la racconta a tratti con toni di nonchalance e in altri momenti con uno sguardo critico. Il ritmo però è lento fino ad arrivare al momento culminante di ognuno dei 5 racconti (avevo sentito che erano 6, che ne è sparito uno durante il montaggio?), e visto l'argomento trattato è facile immaginare come va a finire...

Son sicuro che all'estero riscuoterà successo, in Italia è un po' normale potremmo dire e non mi sento felice di poterlo dire, per cui non c'è sapore di novità o di quell'esotico che ti fa dire "mamma che schifo che succede là", visto che qusa stiamo noi, ed io che son di Caserta lo sento anche di più questo effetto non-novità e nemmeno la forza sento, perchè non mi colpisce. Parlo così perchè dico le mie sensazioni, ho idea che questo sia uno di quei film o che ami o che ti lascia indifferente, ed io mi sento piuttosto indifferente nei confronti del lavoro di Garrone. Avrei sperato in qualcosa di più sinceramente, avevo delle grosse aspettative per questo film a cui auguro comunque tante buone cose, specialmente a Garrone perchè la sua mano dietro la macchina da presa è veramente notevole.
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#10 L   dani79 Icona

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Inviato 16 May 2008 - 11:03 PM

Visto stasera, dopo una giornata difficile di lavoro, ed il mio giudizio è positivo.
Allora stamattina ho letto un'intervista a Garrone dove dice che originariamente doveva essere un prodotto per la tv della durata di 10 ore poi hanno deciso di fare solo una versione cinematografica ed in 2 ore abbondanti secondo me hanno compresso bene la vicenda.
La storia funziona bene, senza fare sfracelli è raccontata con dovizia di particolari, gli scenari, le ambientazioni, ma anche le musiche, colonna sonora della quotidianeità di Scampia fanno un effetto notevole.
I volti scelti, per lo più tra la popolazione locale (a parte un Servillo come sempre efficace), aiutano a rendere tutto più realistico, la regia di Garrone è stilosa, precisa nella prima parte e con alcuni spunti importanti nella seconda (le riprese delle scene di violenza spesso lasciano il segno).
Diciamo che è uno dei migliori prodotti italiani degli ultimi anni, fuori dallo standard del classico film drammatico e a me non ha lasciato per nulla indifferente anzi mi ha toccato parecchio, lasciandomi un senso di disagio e di rabbia per un sistema intollerabile, ma probabilmente inarrestabile.
Garrone si conferma un talento importante, sul giudizio non saprei se dargli 3 o 4 stelle ... ci dormo su!
:tongue:
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#11 L   Estonia Icona

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Inviato 17 May 2008 - 09:07 PM

Un film impressionante, senza i fronzoli tipici dello stile fiction televisiva, cosa che temevo. Autentico, credibile, duro e teso. Girato a tratti come Elephant con la camera addosso ai personaggi nei loro percorsi e incontri in un’atmosfera di quotidiana violenza e traffici loschi. All’interno di quei palazzoni-formicai che sembrano transatlantici, nell’inferno delle strade, nelle povere case, nei locali. Scene in cui si ripete all’infinito il gesto di contare mazzette di denaro che passano di mano in mano. Il meccanismo criminale imprenditoriale su larga scala così come la microcriminalità organizzata (e non) vengono resi con precisione documentaristica ma anche con una potente tensione emotiva. Questo è un mondo (microcosmo è riduttivo) in cui occorre schierarsi, e in fretta, da una parte o dall’altra, con un clan o con l’altro, altrimenti si soccombe e si subisce per il resto della vita, oppure si muore. Anche questo non è un paese per vecchi. Grande film, finalmente, italiano. PS. La vicenda che tratta dello smaltimento abusivo dei rifiuti tossici è decisamente la più agghiacciante.
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#12 L   Jerome Icona

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Inviato 17 May 2008 - 10:25 PM

Direi che a ripensarci piano piano ho cambiato la mia idea...felice di non aver dato il mio voto prima a caldo, meglio che ci abbia ragionato sopra. Un 4 stelle se le merita abbondantemente. Non per quello che dice però, perchè alla fine so cose risapute, la mia idea su questo non cambia, è come lavoro cinematografico che vale e proprio perchè non denuncia apertamente che è anche meglio.
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#13 L   tiresia Icona

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Inviato 18 May 2008 - 04:01 PM

Bel film, davvero.
E non per quello che dice, ma per come lo dice. 5 Storie esposte in una maniera direi anarrativa, così da farci precipitare non in un racconto, ma nella realtà, una finestra aperta sulla realtà, per cui non c'è un inizio o una fine a ciò che accade, ma ciò che accade si dà e basta. La macchina da presa è sempre addosso ai personaggi, mortificandoli in primissimi piani che ne rivelano gli umori, il sudore, le emozioni. Qui non c'è la poetica del capo, non ci sono i vertici, non c'è la mistica del potere al "Padrino", c'è però quel meccanismo routinario e quotidiano del vivere che pervade ogni momento della giornata, che scandisce con leggi sue molto razionali e molto coerenti il vivere sociale delle persone. E soprattutto manca totalmente la presenza delle istituzioni: non c'è la scuola, non c'è nessuna autorità pubblica, non c'è la legge, non c'è quasi neppure la polizia, se non per contrasto, ogni tanto passa (stupenda la ripresa iniziale delle "Vele" presidiate dalle persone dei clan mentre per strada c'è una pattuglia, perchè il territorio è in mano loro), arriva dopo un delitto, ma davvero non esistono le istituzioni pubbliche. E' questa assenza riempita da un mondo parallelo e oliatissimo nei suoi meccanismi ad avermi colpita.
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#14 L   Estonia Icona

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Inviato 18 May 2008 - 11:24 PM

Hai ragione! Ma hai presente il detto: “Chiudiamo la stalla quando i buoi sono fuggiti”?
Ebbene proprio oggi 18 maggio (guarda a caso quando Gomorra viene proiettato a Cannes) viene spedito in pompa magna proprio a Casal di Principe niente-popodimeno-che...... il capo della Polizia Manganelli (un nome che è tutto un programma) in occasione della Festa del Corpo, a testimoniare che le istituzioni dello Stato sono ben presenti! Va be’ che il gesto simbolico è apprezzabile...... ma speriamo bene che non resti appunto solo........ un gesto simbolico. (Comunque, visto che ho cominciato coi proverbi, “Meglio tardi che mai!”)
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#15 L   tiresia Icona

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Inviato 19 May 2008 - 06:59 AM

Visualizza MessaggiEstonia, su 19 May 2008, 1:24 , detto:

Hai ragione! Ma hai presente il detto: “Chiudiamo la stalla quando i buoi sono fuggiti”?
Ebbene proprio oggi 18 maggio (guarda a caso quando Gomorra viene proiettato a Cannes) viene spedito in pompa magna proprio a Casal di Principe niente-popodimeno-che...... il capo della Polizia Manganelli (un nome che è tutto un programma) in occasione della Festa del Corpo, a testimoniare che le istituzioni dello Stato sono ben presenti! Va be’ che il gesto simbolico è apprezzabile...... ma speriamo bene che non resti appunto solo........ un gesto simbolico. (Comunque, visto che ho cominciato coi proverbi, “Meglio tardi che mai!”)

Direi divertente!
Leggo che alcuni capi clan, le veci le fanno le mogli, hanno pensato bene di cavalcare l'onda del nemico interno puntando il dito sui rom, come se il problema fosse quello da quelle parti!

Comunque sul film devo dire che questa destrutturazione narrativa è molto interessante e in qualche modo spiazzante, ci sono molti modi per destrutturare una narrazione, spezzarla, andare a ritroso,incastrarla con altre, lavorare di montaggio, moltiplicare i punti di vista. Ebbene qui Garrone mi sembra che faccia davvero altro: cicolarità (c'è un agguato all'inizio e alla fine), ma narrativamente non lo è, una certa unicità di spazio e tempo, ma in effetti non è neppure quello, insomma toglie senso alla trama, il suo filo, per cui i punti cardinali tradizionali del racconto non ci sono, è un divenire continuo, con un certo fatalismo interno, una sua ineluttabilità.

MI è piaciuta molto la parte del sarto, perchè lì è evidente come il sistema distrugga l'individuo anche quando esso non ne vuole uscire per brama di denaro, potere o altro, lo distrugge non perchè ne vuole rimanere dentro, lo annienta perchè è individuo, perchè segue la voglia di autorealizzazione, i prestigio personale, che è in effetti innocuo o così sembra, ma innocuo non è perchè non si incastra nella logica dei clan e da essa non è avallata.

Bella la colonna sonora, molto azzeccata.
Belle molte riprese.

Messaggio modificato da tiresia il 19 May 2008 - 07:04 AM

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#16 L   Annie Hall Icona

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Inviato 20 May 2008 - 12:18 PM

Un film che ci ricorda quasi gli anni del neorealismo. Noi non siamo lì a vedere cosa succede a Scampia, non ci ritroviamo proprio a Scampia e questo grazie all'abilità di Garrone (ottimo regista che ci ha regalato grandi film come L'imbalsamatore e Primo amore) di saper fondere sapientemente suoni e immagini (straordinaria la colonna sonora per la maggior parte extradiegetica) e di utilizzare per la maggior parte attori non professionisti (a parte il monumentale Toni Servillo - il più grande attore italiano ora sulla piazza - e l'ottimo Gianfelice Imparato). Per non parlare dell'utilizzo del fuori-fuoco e dell'altenarsi di primissimi piani a campi lunghi e lunghissimi, tutto atto a raccontare il rapporto simbiotico di questa gente col proprio ambiente. Ce ne sarebbero di cose da dire, ma finirei per scrivere un papiro lunghissimo che nessuno leggerebbe. Se dovessi dare un voto da dizionario direi 4.5, altrimenti un bel 8.5/9 non glielo toglie nessuno.
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#17 L   tiresia Icona

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Inviato 02 June 2008 - 10:10 AM

Ho letto una riflessione interessante sull'uso del dialetto: il dialetto stretto utilizzato come nei film Sonetula ambientato in Sardegna o ne La Terra Trema in Sicilia in funzione di sottolineatura della separatezza dell'insularità rispetto al continente Italia.
E' una cosa a cui non avevo pensato, ma che ha una sua importanza perchè indica in un altro modo la chiusura, l'eccezionalità, la differenza del mondo "Gomorra" rispetto al resto, il suo essere comunque isola: il suo autoreferenzialismo nelle regole e nella logica di vita.
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#18 L   amosgitai Icona

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Inviato 02 June 2008 - 05:32 PM

Trama
Don Ciro è un contabile che gira per le Vele di Scampia, consegnando ai familiari dei camorristi detenuti in carcere una sorta di indennizzo per consentire loro di sopravvivere; Totò recapita a domicilio la spesa per conto della madre, ma in realtà attende con impazienza di entrare attivamente negli affari del clan; Marco e Ciro sono ragazzi che sognano di diventare boss potenti come Al Pacino nel film “Scarface”, ma che in realtà con le loro bravate turbano la tranquillità degli affari dei boss; Franco è un imprenditore dalla faccia pulita che smaltisce i rifiuti tossici delle imprese del nord insieme al suo assistente Roberto, un giovane laureato; Pasquale è un sarto molto esperto che cerca di arrotondare lo stipendio insegnando il mestiere ad un gruppo di lavoratori cinesi appartenenti ad un'impresa concorrente. Storie vere di malavita, soldi, disperazione e sangue nelle degradate periferie di Napoli e Caserta.

Recensione
Persone il cui destino è già segnato dalla nascita a causa della cattiva sorte che li ha fatti nascere in luoghi degradati e senza speranza: le Vele di Scampia, un labirinto di casermoni all’interno quali droga e armi vengono accettate con la massima naturalezza, come se fossero un aspetto come tanti della quotidianità della vita. Se l’idea alla base del progetto delle Vele era quella di creare una comunità nella quale un gran numero di famiglie dovevano ritrovarsi, lo scopo fu raggiunto, ma a vantaggio della criminalità. Giardini come luoghi di spaccio di stupefacenti, viali come piste per le corse clandestine, palazzi come punti di ritrovo di ricettazione. Un girone infernale nel quale si svolgono alcune microstorie di malavita. Nel formicaio suburbano realizzato dagli aggrovigliati mostri di cemento, il caos viene rafforzato dall’incomprensibile dialetto napoletano (opportunamente tradotto per i non nativi) di persone cieche e sorde ad ogni spinta diversa da quella della sopravvivenza, prigioniere di quella assurda architettura senza una via di scampo.
Tratto dal libro omonimo di Roberto Saviano, condannato a morte dalla Camorra per aver trattato temi da non rendere conosciuti all’opinione pubblica facendo addirittura anche nomi e cognomi degli appartenenti ai clan, “Gomorra” è un pugno allo stomaco che lascia sbigottiti ed angosciati. Non c’è speranza negli episodi scelti da Matteo Garrone, sepolta nella disperazione dei luoghi che sembrano un scenario post bellico. La possibilità di poter uscirne fuori e di poter vivere una vita normale è inesistente. Se vuoi vivere, l’unica possibilità è continuare a farne parte rispettando gli ordini del sistema. Garrone riesce nell’impresa di impastare i contenuti di un libro ingombrante e complesso, riuscendo non solo nella trasposizione ma nella reinterpretazione, grazie al suo stile duro, concreto e senza compromessi, scandagliando la realtà con ostinazione ed intelligenza. Il risultato è una tangibile rappresentazione che si accosta al neorealismo pasoliniano. Le storie fanno parte della vita di tutti i giorni e la subcultura che genera la sete di danaro e di potere è rappresentata nei gesti più comuni: le partite a carte, la spesa portata a casa, le partite al videopoker. Ma la natura degli eventi e le modalità di trattazione scaraventano “Gomorra” nel documentario reale e desolatamente triste. Girato audacemente nelle strade di Scampia, Garrone dirige il gruppo di attori di strada in maniera magistrale, da apprezzare senza condizioni. Tra gli attori professionisti si fa valere Toni Servillo, in un personaggio che fa dell’ambiguità e dello scrupolo la sua ragione di vita. L’attore casertano, ormai sempre più stabile al cinema dopo i suoi trascorsi teatrali, è sempre più vicino ad una meritata fama internazionale.
“Gomorra” è un film difficile e nichilista che racchiude il coraggio contenuto nelle pagine del libro di Saviano, con alcune scene memorabili che testimoniano senza alcun sottinteso la complessità di poter estirpare la malavita, fatalmente consolidata nella nostra società. Un incubo freddo, cinico e agghiacciante.

Voto: 8,5


Recensione tratta da CINEMAeVIAGGI
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#19 L   Hollywood Icona

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Inviato 02 June 2008 - 05:35 PM

Discussioni unite. Vorrei ricordare che, prima di aprire un nuovo thread, non sarebbe una cattiva idea verificare, tramite ricerca all'interno del forum, se la discussione non sia già presente al fine di non aprirne una doppia.
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#20 L   Sebastian bull's eye Icona

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Inviato 03 June 2008 - 02:46 PM

E'un film necessario per tutta una serie di motivi extracinematografici, aggiungo che è anche uno dei più bei film italiani degli ultimi anni.

Non è però un film di Garrone o meglio, lo è in minima parte, lo è nell'episodio del sarto che gli da modo di tratteggiare un personaggio in qualche modo suo e cioè atipico, dotato, sensibile eppure incredibilmente invischiato nella bassa quotidianità ed incapace di evaderne efficacemente. Per il resto Garrone "mette in scena" il sistema di Saviano che, nel libro, ci viene spiegato essere al contempo organizzazione malavitosa e modus vivendi e lo fa evitando di rifare il camorrista di Tornatore, lo fa economizzando sul tasso di violenza, sempre improvvisa, banale e mai epica, lo fa impostando quella circolarità di cui parla Tiresia che è anche ripetizione, rigidità,prevedibilità e noia (anche dello spettatore).

E' un film che non odora, che non puzza e che, in un certo senso non sanguina davvero (anche se di sangue ne scorre) e questo perchè l'occhio documentaristico, quello che registra impassibile le azioni, quello che pensa e taglia le emozioni e i sentimenti, quello insomma al servizio del testo di Saviano è quello giustamente e per motivi extracinematografici prevalente nel film.

Che sia un film tutto di testa, impegnato più a riflettere e trasmettere la realtà concreta di Napoli e interessato in minor misura ad essere un film film, si capisce anche da come tratta l'inserto metacinematografico (l'unico che ho beccato): la scena in cui i due giovani imbecilli rifanno Scarface è emblematica: la scena nella scena è girata nella villa di Sandokan Schiavone, celebre boss che fece ricostruire la villa del film di De Palma tale e quale. Qui non è il cinema che trasfigurando il concreto ci trasmette significati altri ma piuttosto il contrario: qui è la realtà che supera la fantasia e si mangia la fiction.

Belle certe trovate come quella lunga inquadratura della stazione di servizio abbandonata dalla quale inaspettatamente emerge il corpo di Servillo, oppure i volti blu della scena iniziale del solarium, servono a trasmettere in termini puramente concettuali l'apparente illogicità della situazione di Gomorra, che è appunto solo apparentemente illogica
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