In linea generale non mi è dispiaciuto. Ottimi gli attori, molto forte l’idea di base. Dico subito cosa è intollerabile: la maggior parte del film è girato in studio, si vede a un miglio di distanza, non è questo il problema, le ricostruzioni sono fatte anche bene, le sequenze si teatralizzano diventando ferme, e vabbè, ma insomma siamo a San Pietroburgo, siamo in Siberia e nessuno degli attori ha un minimo di fiato, di nebbiolina quando urla, parla, corre! Intollerabile, a lungo andare fastidioso. E poi tutte la sequenza della fucilazione di Dostoevskij, no non me la sarei immaginata così, così senza il patos necessario, senza lo struggimento e la paura folle che attraversa le pagine dello scrittore, senza l’acutezza della disumanità della pena di morte che traspira dai pori dei condannati. Così come le sequenze in Siberia, un tantinello retoriche, troppo didascaliche.
Deludente.
Tutto il resto invece non mi è dispiaciuto, la maggior parte del merito a Manojlovic, dagli occhi vivissimi e febbrili, che cerca una via di fuga dalle proprie responsabilità e dalle proprie paure, davvero un incontro/scontro fra i cattivi maestri e i professionisti della violenza, con gli intellettuali che presuntuosamente si fanno voce di un popolo estraneo. Certo il film accenna, indaga forse non in profondità, ma semina idee e soprattutto dubbi. Che non hanno rilevanza solo in ambito politico, ma culturale nella sua accezione piena, soprattutto se si pensa alla cultura come interpretazione e reinterpretazione della propria epoca.
L’altro polo carismatico è Herlitzka, ufficiale realista e consapevole, che oppone una logica di legalità su cui si proiettano le ombre della legittimità, perchè è espressione del potere imperiale.
Bella la scena del ricevimento del Granduca, onirica, annegata in un lucore lattiginoso, in cui tutti sono vestiti di nero, vecchi rappresentanti di un mondo che muore, chiusi in una logica del privilegio che li rende davvero corpi estranei in un mondo estraneo alla vita normale.
Un merito indiscutibile poi è l’essere totalmente lontano dall’estetica televisiva, è cinema e si vede.
Un vero piacere tutte le citazioni e le gag letterarie, quella iniziale, davvero bella, su Turgenev e quella autoironica di Herlitzka su Gogol.
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I Demoni di San Pietroburgo G. Montaldo
#2
Inviato 15 June 2009 - 02:10 PM
tiresia, su 28 Apr 2008, 8:43 , detto:
In linea generale non mi è dispiaciuto. Ottimi gli attori, molto forte l’idea di base. Dico subito cosa è intollerabile: la maggior parte del film è girato in studio, si vede a un miglio di distanza, non è questo il problema, le ricostruzioni sono fatte anche bene, le sequenze si teatralizzano diventando ferme, e vabbè, ma insomma siamo a San Pietroburgo, siamo in Siberia e nessuno degli attori ha un minimo di fiato, di nebbiolina quando urla, parla, corre! Intollerabile, a lungo andare fastidioso. E poi tutte la sequenza della fucilazione di Dostoevskij, no non me la sarei immaginata così, così senza il patos necessario, senza lo struggimento e la paura folle che attraversa le pagine dello scrittore, senza l’acutezza della disumanità della pena di morte che traspira dai pori dei condannati. Così come le sequenze in Siberia, un tantinello retoriche, troppo didascaliche.
Deludente.
L’altro polo carismatico è Herlitzka, ufficiale realista e consapevole, che oppone una logica di legalità su cui si proiettano le ombre della legittimità, perchè è espressione del potere imperiale.
Un merito indiscutibile poi è l’essere totalmente lontano dall’estetica televisiva, è cinema e si vede.
Un vero piacere tutte le citazioni e le gag letterarie, quella iniziale, davvero bella, su Turgenev e quella autoironica di Herlitzka su Gogol.
Deludente.
L’altro polo carismatico è Herlitzka, ufficiale realista e consapevole, che oppone una logica di legalità su cui si proiettano le ombre della legittimità, perchè è espressione del potere imperiale.
Un merito indiscutibile poi è l’essere totalmente lontano dall’estetica televisiva, è cinema e si vede.
Un vero piacere tutte le citazioni e le gag letterarie, quella iniziale, davvero bella, su Turgenev e quella autoironica di Herlitzka su Gogol.
A me inviece mi ha deluso e anche tanto perchè a parte Herlitzka sul quale sono d'accordo ad ammettere che sia carismatico...il resto è lento e vecchio e fin troppo didascalico. Troppo teatrale e poco cinematografico. Inoltre certe sequenze non le ritengo affatto da cinema ma sceneggiato televisivo RAI. Inoltre è superficiale anche la lettura di Dostoevskij relegato a un personaggio in preda ai dubbi e alla voglia di non violenza...e totalmente o quasi del tutto esulato dal suo coinvolgimento religioso. Noioso e deludente
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