Io l'ho visto!! Premetto però che vado un po' di fretta perchè sono in un internet point in quanto il mio pc si è fottuto alla grande. E premetto anche che in quello che scriverò spiattellerò più o meno tutto quello che accade nel film, quindi se ancora dovete andarlo a vedere vi consiglio di non leggere.
Allora, lo reputo sicuramente un buon film, sebbene da Von Trier mi sarei aspettato qualcosa di più, viste anche le sue dichiarazioni secondo le quali Antichrist avrebbe dovuto essere il suo lavoro più importante, insomma mi sarei aspettato un capolavorone, cosa che invece il film non mi è sembrato. C'è da precisare comunque che chi si aspetta un horror resterà deluso, perchè di horror, per la gioia di Sgubonius, non c'è neanche una virgola, così come non ho trovato niente di così sconvolgente, oltraggioso o intollerabile, come avevano suggerito tutte le chiacchiere che hanno preceduto la sua uscita nonchè il divieto del film ai minori di 18 anni, dovuto secondo me soltanto a un paio di scene appena un po' fortine in cui vengono inquadrati in primo piano organi genitali in azione (tra l'altro quanto ce l'ha grosso Willem Defoe

).
Dunque, ho trovato il film piuttosto deludente per quanto riguarda la tematica trattata, ovvero il rapporto tra uomo e donna visto come quello tra cultura e natura, tra razionalità e irrazionalità, tra kosmos e kaos, tema oramai vecchio come il cucco. Naturalmente l'Anticristo cui fa riferimento il titolo non si vede neanche in un'inquadratura perchè il film non è una cosa tipo l'esorcista come vorrebbero far credere i soliti furbastri che hanno messo su il trailerino, ma è soltanto un'allegoria del kaos che governa il mondo. Al centro del film c'è infatti la natura vista come il tempio di Satana (come dice la stessa protagonista), ovvero come espressione diretta del Kaos che quindi sarebbe la stessa forza malvagia dalla quale sarebbe nata e di cui farebbe parte l'umanità. Ma mentre l'uomo rappresenta la civiltà, la razionalità (il marito è uno psicoterapeuta che cerca di aiutare la moglie a superare il trauma per la morte del figlio) la donna è l'incarnazione della natura e delle forze oscure che la governano, e siccome la natura è il Male, allora la donna è il male, questa sembra essere la tesi del film.
Forse l'unico elemento di novità del film è una particolare concezione della donna che però credo di non aver messo ancora del tutto a fuoco, avendo visto il film appena ieri sera: la protagonista infatti, distrutta dal senso di colpa per la morte del figlio, di cui si ritiene inconsciamente responsabile perchè mentre quello cadeva dalla finestra lei era lì che se la spassava col suo ganzo, verso la fine del film comincia ad aggredire fisicamente il marito, all'inizio sessualmente, poi in maniera un po' meno tenera (gli trivella la gamba con un affare di ferro, tra l'altro anche qui scontatissimo il discorso psicanalitico del desiderio della donna di impossessarsi del pene per poi usarlo per usarlo contro l'uomo), allo scopo di incitarlo a ucciderla. La donna insomma, sembra voler sostenere il regista (anche se non ci metterei ancora del tutto la mano sul fuoco), è consapevole di essere il Male, ha paura di sè stessa, e a ciò sarebbe dovuta la sua tendenza inconscia all'autolesionismo, sarebbe lei dunque a chiedere all'uomo di ucciderla, e in questa chiave viene interpretato addirittura quello che avvenne con la caccia alle streghe. Solo dopo che l'uomo avrà ucciso la donna, e cioè solo dopo che la ragione avrà domato il kaos, solo allora egli potrà tornare ad avere un rapporto armonioso (o forse illudersi di averlo...) con la natura. Insomma, se fino ad oggi erano stati sollevati dei dubbi sul fatto che Von Trier fosse un misogino e soprattutto un irrazionalista, antiscientista e antimodernista (vedasi anche The kingdom), credo che dopo questo film i dubbi siano diventati delle certezze.
Venendo adesso a un giudizio "tecnico" sul film, direi che la prima parte, prima che i due si trasferiscno nella baracca in mezzo alla natura, l'ho trovata sicuramente la più riuscita, un crescendo di angoscia, ansia e disperazione che se si evolvesse gradualmente durante tutto il film, il risultato sarebbe stato sicuramente intollerabile; ma purtroppo questo a mio avviso non succede, perchè il crescendo emotivo viene arrestato, e lo sprofondamento della protagonista nella follia non viene reso con la dovuta gradualità e tensione, l'esplosione di violenza appare quasi improvvisa e non viene preparata in maniera graduale, attraverso un crescendo vero e proprio. In compenso, il modo in cui Von Trier riesce a conferire alla natura un aspetto sinistro, disturbante, demoniaco, l'ho trovato molto riuscito.
Insomma, io credo che con questo film, come avevo previsto, Von Trier abbia voluto fare qualcosa di diverso rispetto a quanto aveva fatto in precedenza, e cioè, forse per la prima volta nella sua carriera (ma io ho visto ancora pochissimo di suo) ha deciso di non essere un semplice "masturbatore dello schermo" (parole sue) per fare un film sincero, sentito, viscerale, mettendo da parte i deja-vu, le formalizzazioni, le finzionalità esasperate, le prese per il culo e tutti gli altri giochetti intellettualistici a cui ci aveva abituati fino ad ora. Qualcuno forse potrebbe parlare di snaturamento della sua poetica, non so, in ogni caso non si tratta di una furbesca operazione commerciale, come qualcuno aveva temuto.
Per concludere posso dire che questo film, malgrado l'angoscia che comunica e le atmosfere sicuramente riuscite, secondo me è l'ennesima testimonianza del fatto che Von Trier abbia un talento visivo non eccezionale, poco più che discreto, quando forse vorrebbe apparire come un grande visionario. Ridicola comunque la volpe che parla.
Volendo usare parametri mereghettiani, gli darei due stellette, al massimo due e mezzo.
Scusatemi per la forma non perfettissima o se alcune cose che ho detto magari poi potrebbero risultare non del tutto esatte, in ogni caso in seguito penso che si approfondirà il discorso anche con qualcun altro.
Messaggio modificato da maldoror il 24 May 2009 - 11:08 AM